Il lavoro è stato svolto nell’ambito della sperimentazione Piano Nazionale di Informatica.
Gli studenti della classe 1E hanno condotto un’indagine statistica sulle valutazioni agli esami di stato degli ultimi nove anni, ’96-’04. Tale indagine è riferita all’intera popolazione di studenti, costituita da 1389 unità. L’attività si è posta i seguenti obiettivi :
· svolgere una esercitazione relativa allo studio della Statistica in una classe prima che sperimenta la matematica secondo il Piano Nazionale di Informatica;
· verificare in quale misura il cambio delle procedure di esame (commissione esterna – commissione mista – commissione interna; introduzione dei crediti; introduzione della terza prova) abbia influenzato le valutazioni finali agli esami di stato;
· rilevare le variazioni nelle valutazioni in relazione agli anni scolastici, ai trienni, al novennio, ai corsi.
Dall’analisi dei grafici riassuntivi emerge che:
· nel novennio, ripartito per trienni caratterizzati da diverse commissioni (esterna – mista – interna), è presente una certa stabilità nella 1a fascia di voto (8% - 10% - 7%), contro un considerevole aumento delle votazioni afferenti all’ultima fascia (17% - 26% - 32%);
· nel triennio ’96-’98, in cui hanno operato commissioni esterne, è presente una distribuzione piuttosto “normale” fra le diverse fasce di voto (nel senso della curva normale di Gauss); l’ultima fascia presenta frequenze pari a 17% - 17% - 17%;
· nel triennio ’99-’01, in cui hanno operato commissioni miste, si nota già una maggiore concentrazione di voti nell’ultima fascia (22% - 27% - 27%), a scapito delle fasce precedenti. Si osserva anche un aumento di valutazioni afferenti alla fascia più bassa;
· nel triennio ’02-’04, in cui hanno operato commissioni interne, si evince un netto spostamento (31% - 30% - 34%) verso l’ultima fascia di voto, con evidente livellamento delle altre. Le votazioni hanno un andamento “normale” nelle prime 7 fasce, tranne nell’ultima, che appare eccessivamente affollata (effetto pigmalione);
· i risultati analitici precedenti, sono riscontrabili, sebbene in misura variabile, anche nei grafici riassuntivi relativi ai diversi corsi o ai diversi anni.
Sembra, dunque, che l’introduzione dei crediti e delle commissioni interne, piuttosto che portare a valutazioni più aderenti al profilo culturale, psicologico, motivazionale e attitudinale dello studente, abbia prodotto uno schiacciamento verso le votazioni più alte con conseguente svuotamento delle altre fasce di voto. Sicuramente, questo effetto pigmalione, che non caratterizza solo la nostra scuola, ha radici nella stessa legislazione in materia di esami di stato.
Non è forse il caso di ripensarla?
Riporto qui la nota del prof. Trifone Gargano, esperto in Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, professore a contratto presso l’Università degli Studi di Foggia, docente supervisore del tirocinio presso la SSIS-Puglia, a commento del lavoro svolto:
“ …Le rinnovo i miei complimenti per l'iniziativa da Lei coordinata, di analisi e di studio dei dati relativi alle valutazioni in uscita degli esami di stato (1996-2004); si tratta di uno strumento (oggettivo e prezioso, e non solo per la storia interna del Suo istituto) di osservazione sul quale, evidentemente, innestare ulteriori riflessioni, ma senza del quale, comunque, non è possibile partire. Indagine campione piuttosto estesa e significativa, da esportare in termini sia metodologici sia epistemologici alla realtà scolastica bitontina (da quella cittadina a quella distrettuale), tanto in diffusione orizzontale (per omogeneità di tipologia di istituzioni scolastiche), quanto in diffusione verticale (riguardante cioè tipologie scolastiche secondarie di secondo grado anche non omogenee)….”